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Home / Argentina / ARGENTINA Aria di cambiamento nel governo, ma ci credono in pochi - di Edda Cinarelli
Thu, 24 Jul 2008 17:01:00

ARGENTINA Aria di cambiamento nel governo, ma ci credono in pochi - di Edda Cinarelli




Sergio Massa nominato capo di Gabinetto del governo di Cristina Kirchner dallo stesso presidente. Accettate le dimissioni che Alberto Fernàndez ha presentato 2 giorni fa

da Buenos Aires, Edda Cinarelli, responsabile Italia chiama Italia Argentina


 

Due giorni fa Alberto Fernández, capo di Gabinetto del governo di Cristina Kirchner, aveva dato le dimissioni, che sono state accettate; ieri il presidente ha nominato al suo posto Sergio Massa, che assume l’incarico oggi, in una cerimonia con mille invitati.

La gente di Buenos Aires si compiace, crede che qualcosa si stia muovendo nel governo, ma questa che dovrebbe essere una buona notizia, finora è solo un’operazione di trucco.

Alberto Fernández, tra gli uomini del presidente, era, infatti, quello più aperto al dialogo. Aveva accettato l’incarico nel 2003 e da allora aveva cercato di appoggiare come poteva prima Nestor K. e poi Cristina Kirchner, mantenendo sempre con l’opposizione un atteggiamento di dialogo e non di confronto.

Anche durante il conflitto con la campagna aveva suggerito al presidente di ascoltare i produttori agricoli, di scendere a patti con loro e di evitare posizioni autoritarie. Per questa ragione era ormai mal digerito dai kirchneristi intransigenti, come li chiamano qui: ”i pinguini genuini”, tra i quali Moreno, direttore dell’Indec (l’organizzazione statale che deve misurare l’inflazione e l’aumento dei prezzi) e Julio De Vido, ministro dei Trasporti.

Fernández non ce la faceva più e come desiderava da tempo, finalmente per lui, se n’è andato. Nella sua lettera di dimissioni ha scritto che avrebbero dovuto seguirlo molti altri ministri, ma finora sembra che nessun altro si dimetterà e che il gran cambiamento sia solo un trucco.

Al posto di Fernández, come dicevamo, il Presidente ha nominato Sergio Massa, un uomo di 36 anni, che è entrato in politica con Eduardo Duhalde, ed ha continuato poi la sua carriera con N. K.  ed ha lavorato benissimo come sindaco del Tigre, un comune al Nord della città di Buenos Aires, dove i fiumi Paraná ed Uruguay confluiscono e formano un grande delta, che finisce poi in un estuario.

Massa è un giovane pulito, gran lavoratore, semplice. Il fumo non gli è andato alla testa. È figlio di immigranti, che si sono creati una buona posizione lavorando duramente e  sicuramente ce la metterà tutta per svolgere il suo compito nel modo migliore, se glielo permetteranno sicuramente raggiungerà dei buoni risultati; ma lo stesso era valido per Fernández.

Intanto ha accettato l’incarico di sottosegretario all’Agricoltura, allevamento del bestiame e pesca, Carlo Chetti, un altro politico molto rispettato e molto ben visto dai produttori agricoli.

Per continuare a raccontare le iniziative buone intraprese da C.K. c’è l’aiuto ai piccoli e medi agricoltori di Entre Ríos, persone i cui campi erano ipotecati e che ora grazie ai contributi del governo riusciranno a pagare i loro debiti.

Oggi si è inaugurata la gran esposizione della Rurale, una mostra di campioni di animali della campagna: bovini, ovini, equini. In un paese come l’Argentina, che vive grazie ai prodotti della campagna e dell’allevamento del bestiame, è l’avvenimento più importante dell’anno. Tutti avrebbero voluto che la mostra venisse inaugurata dal Presidente e dal Vice presidente insieme, ma del governo non c’era nemmeno l’ombra. L’esposizione è stata aperta  da Luciano Miguens, presidente della Rural (associazione che riunisce i grandi latifondisti, che fanno lavorare la terra) e da Maurizio Macri, capo del Governo della città di Buenos Aires, già in campagna per le prossime elezioni. Sembra, come ha detto Buzzi, presidente della Federazione Agraria Argentina, che il cambiamento di persone sia solo un cambio di nomi e che l’esecutivo abbia intenzione di seguire la linea dura di sempre. Pare purtroppo che soffi ancora un vento di intolleranza, di intransigenza, quasi di vendetta: se non stai con me, stai contro di me ed i Kirchner, ancora uniti nel governo, probabilmente non gliela lasceranno passare agli agricoltori ed al Vice presidente Cobos, ma resta la possibilità di un miracolo. Sembra che quei due  si sbaglino di grosso. Non siamo più all’epoca del taglione.

Nel prossimo numero parlerò del prestante sindaco di Buenos Aires, Maurizio Macri.


Edda Cinarelli* - Italia chiama Italia

*responsabile Italia chiama Italia Argentina


















































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