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Sun, 03 Aug 2008 00:19:00

Argentina: un governo cieco – di Edda Cinarelli




“Se prima questo governo aveva qualche possibilità di salvarsi, alla luce di alcuni recenti episodi, se ce la fa è un miracolo”

di Edda Cinarelli, responsabile Italia chiama Italia Argentina



Mentre continua nel Centro d’esposizione La Rural la mostra dei campioni bovini, equini, ovini e dei macchinari agricoli, i grandi e piccoli proprietari di terra si  dichiarano solo in parte soddisfatti dall’abrogazione della risoluzione n. 125.

Le ritenute sono rimaste fisse intorno al 35%, un’ottima percentuale per i latifondisti, ma troppo alta per i piccoli agricoltori.

Gli uomini della campagna pensano che in Argentina non esista né una politica agraria né una politica per l’allevamento del bestiame. Circostanza inverosimile in un paese che ha sempre basato la sua economia su quel tipo speciale di produzione,

Intanto il Consiglio del salario ha deciso di aumentare gli stipendi più bassi da 920 pesos circa a 1200 pesos ed il Presidente ha mandato al Parlamento un progetto di legge per elevare, nei limiti del possibile,  due volte all’anno le pensioni. Due buone iniziative soprattutto se si pensa che la pensione minima è di poco più di 600 pesos.

Cristina Kirchner ha incontrato il suo vice Cobos ed ha dimostrato di non tenergli rancore, ma  il marito apparentemente non condivide il suo atteggiamento. Pare che, dopo la sconfitta nel Senato, abbia tagliato i fondi ai governatori delle province dissidenti, vale a dire quelli che  sono stati dalla parte dei produttori agricoli.  Così a Córdoba, capitale della provincia omonima, ci sono stati dei disturbi perché il governatore Schiaretti, non potendo far fronte agli impegni presi, per mancanza di denaro, ha escogitato lo stratagemma di ridurre le pensioni più alte per farsi bastare i soldi.

La gente, vorrei sapere quale, perché le persone con una pensione alta sono poche, è uscita in strada, ha provocato tafferugli e poi è stata repressa dalla polizia con pallottole di gomma. A Rosario, capitale della Provincia di Santa Fe, è successo quasi lo stesso. Solo che ad incendiare gli animi e le strade è stata la decisione del governatore Binner di aumentare il costo del biglietto dell’autobus da 1,40 a 1,60 pesos ( 1 Euro è uguale a 5 pesos).  Dei brutti episodi. La maggior parte degli argentini pensa che dietro queste manifestazioni ci sia la mano nera del governo e si dimostra sempre più insofferente nei riguardi di N. Kirchner e del suo circolo. Detesta Guillermo Moreno, segretario di Commercio Interno, da cui dipende l’Indec, organismo che si occupa di misurare l’inflazione e dà dei dati poco attendibili e De Vido, ministro della Pianificazione, da cui dipendono i trasporti. In breve: non sopporta i pinguini genuini. Vorrebbe che se ne andassero, come ha fatto Alberto Fernández, che nel fondo non era tanto inviso.

Dopo i problemi con i produttori agricoli, il protagonismo di N. Kirchner, la sua intransigenza, gli avvenimenti di Córdoba e Rosario  la situazione è arrivata alla frutta. Domani si inaugura nuovamente in pompa magna La Rural e tutti stanno aspettando il discorso del suo presidente Luciano Miguens.

Se prima questo governo aveva qualche possibilità di salvarsi, alla luce di questi ultimi episodi se ce la fa è un miracolo.


Edda Cinarelli*– Italia chiama Italia

*responsabile Italia chiama Italia Argentina


















































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