Italia: “Una famiglia su quattro affronta dei problemi economici”. Questo è il titolo con il quale il giornale (argentino, ndr) Clarín, sull’edizione di venerdì 01/08/2008, ha pubblicato un articolo (a cura di un inviato speciale) sulla situazione socio-economica dell’Italia odierna.
Da tale articolo risultano le seguenti affermazioni testuali: “…4,1% è l’inflazione annuale ufficiale, però gli italiani sentono che in realtà l’inflazione annuale arriva al 7-8% (…) l’economia italiana è rimasta ferma, riconosce Confindustria (…) Esiste un’emergenza dei prezzi (...) Nei settori popolari, si verifica una decadenza nazionale che non si riesce a fermare (…) L’altro problema importante è la continua crescita degli indebiti delle famiglie”…
Inoltre, da diverse fonti italiane, sono state ricavate le seguenti affermazioni: “…Arriva la stangata (…) Gli italiani tirano la cinghia e acquistano sempre meno. (…) La corsa dei prezzi frena i consumi. (…) Affari in crescita per turismo e alimentari…”. Quindi, si deduce che il Paese sta attraversando, o attraverserà, una delle tante crisi sociali ed economiche.
Quanto detto, si contrappone all’informazione apparsa sui principali giornali italiani in data 01/08/2008. È stato pubblicato che 14.000.000 di veicoli si sono mobilitati con le loro famiglie sulle autostrade italiane in occasione delle vacanze.
A questo punto ci si domanda: come si intenderebbe quanto riflettono i giornali citati? Come una situazione reale e preoccupante? Come una ragione nettamente giornalistica? Oppure si penserebbe che l’informazione che arriva in Argentina è completamente discordante?
Secondo il mio parere la popolazione attuale dell’Italia sta attraversando una crisi, principalmente socio-economica, dove i cittadini extracomunitari che migrano soprattutto dall’Europa dell’Est o dal continente africano, sono abituati a vivere nei loro Paese in modo marginale e con pochissime risorse, sia economiche sia culturali. Al loro arrivo in Italia non hanno possibilità di modificare il loro stile di vita, anzi a volte lo aggravano, diventando un vero pericolo per i residenti del Paese. Gli italiani provano preoccupazione e timore per la svalutata sicurezza, che prima aveva un pregiato valore. Le autorità si vedono obbligate a legislare su questa materia sancendo misure che possono essere considerate comprensibili e a volte criticabili.
D’altra parte esiste il problema dell’inflazione subita da tutta la società, che obbliga a modificare lo stile di vita. Lo stipendio spesso non basta e arrivare alla fine del mese è sempre più difficile.
La pressione del fisco si sente sempre di più, le tasse si pagano con aumenti, sofferti soprattutto dai pensionati o dalle famiglie con poche risorse.
Analizzando i politici, sembra che quelli di centro-destra stiano giocando a fare politica senza conoscere l’identità culturale degli italiani. Per quanto riguarda quelli di centro-sinistra, nel loro ruolo di oppositori al governo, sono aggressivi verso l’opponente, senza scrupoli per ottenere i risultati positivi per loro. L’idea è distruggere e non costruire. La loro base è la menzogna, credono di essere esseri superiori e considerano che il resto delle persone abbia poca intelligenza.
Negli ultimi tempi hanno avuto atteggiamenti aggressivi verso il prossimo, e hanno considerato che il Premier Berlusconi è il rappresentante del diavolo e che bisognerebbe cancellarlo dal mondo degli italiani.
È stato provato che il governo precedente di centro-sinistra non ha sviluppato politiche socio-economiche chiare, basate sui bisogni del popolo sovrano che lo ha eletto, anzi ha perso il tempo in discussioni interne.
Ogni volta che questo settore politico è stato al governo ha avuto delle crisi interne che hanno portato delle conseguenze negative a tutta la società. Oggi i mass media hanno un ruolo di oppositori che non dovrebbero avere (perché tale ruolo spetta ai politici che sono su quella linea) e confondono l’analisi obiettiva della realtà con l’interpretazione soggettiva della stessa.
In base a quanto detto, ritengo che sia necessario cercare il dialogo come cammino da seguire verso la comprensione alla ricerca della pace sociale, senza importare i diversi strati sociali, ma uniti nella relizzazione di un obiettivo comune.
Nell’arco degli anni, l’italiano è stato un popolo che ha esportato immigranti lavoratori alla ricerca di migliorare il loro stile di vita, collaborando inoltre allo sviluppo di molte nazioni. Così come hanno fatto loro, dobbiamo continuare oggi noi, seguendo il loro esempio e aprendo le braccia per accogliere coloro che vogliono vivere in libertà in suolo italiano. Con un dialogo sincero è possibile raggiungere la pace sociale e l’unione tra i popoli in completa libertà.
Jorge H. Converso* – Italia chiama Italia
*Responsabile Patronato ENAS Argentina – Sede Città di Buenos Aires