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Home / Argentina / Grande successo per "Il Popolo della Libertà in America Latina" - di Gustavo Velis
Tue, 09 Sep 2008 08:00:00

Grande successo per "Il Popolo della Libertà in America Latina" - di Gustavo Velis




Grande interesse e partecipazione da parte della collettività italiana residente in Argentina. L'incontro, organizzato e promosso dal Sen. Juan Caselli, ha avuto come moderatore il giornalista e conduttore radiofonico Franco Arena. Più spazio ai giovani e uno sguardo al futuro i temi principali del dibattito




Buenos Aires ha accolto con una fortissima partecipazione ed uno straordinario entusiasmo il primo incontro organizzativo de “Il Popolo della Libertà in America Meridionale". Lo storico palazzo del Circolo Italiano della capitale argentina ha costituito la degna e solenne cornice dell'atto in cui giovedì 4 settembre il Sen. Juan Caselli, Responsabile per l'America Meridionale de “Il Popolo della Libertà", affiancato da numerosi altri responsabili del movimento, hanno annunciato la formazione in Sud America del nuovo soggetto politico, in linea con le tappe di costituzione in Italia e nel resto del mondo. La convinta presenza di numerosissimi esponenti della collettività di Buenos Aires e dell’interno del paese accorsi all'evento ha confermato il forte consenso che i valori e gli ideali del centro destra trovano nella collettività italiana in America Latina.

Contando con il sostegno dell'On. Giuseppe Angeli - che non potendo essere presente personalmente ha inviato un messaggio di saluto all'iniziativa - l'incontro ha trovato la sentita adesione di  numerose personalita' della politica argentina, magistrati,  imprenditori e di tanti altri rappresenanti di importanti comunità italiane in Argentina e nel resto del Sud America. Ed è stata proprio la parola “cambio”, piu' volte scandita dal presentatore, il giornalista Franco Arena, l'elemento conduttore della serata.
 
Arena ha segnalato "questo e' un momento speciale affinche' tutti noi possiamo unirci in questa comune volonta' di cambio, per il bene di tutta la comunita', specialmente invitando le piu' giovani generazioni ad essere protagoniste per voltare pagina ed entare a scrivere una nuova storia che costruiremo tra tutti noi, e tutti noi che abbiamo i capelli bianchi dobbiamo invitare e sostenere i nostri figli offrendo loro opportunita' e formandoli per far si' che possano assumere le redini delle istituzioni integrandosi nelle nostre tradizioni della cultura del lavoro e dei valori che debbono essere alla base della attivita' dei politici e dei dirigenti per il benessere di tutta la collettività".

Un "cambio" che, secondo Arena, si sta già notando nelle istituzioni pubbliche: con la radicale trasformazione nella gestione del Consolato Generale di Buenos Aires a seguito dell'arrivo del Console Generale Giancarlo Maria Curcio, "abbiamo finalmente un Consolato aperto a tutti, dove si e' finalmente avviata la trattazione delle 45.000 domande di ricostruzione di cittadinanza italiana giacenti dal 2001 con l'incredibile convocazione dall'inizio dell'anno dei primi 13.000 gruppi familiari, dove si assistono quasi quattromila connazionali indigenti cercando di modificare una convenzione  nata con un "peccato originale" del governo di centro sinistra - e con la solenne benedizione dei parlamentari Pallaro e Merlo - che non offre minimamente il trattamento che si aveva con l'anteriore Convenzione con l'Ospedale Italiano". Finalmente al Consolato Generale di Baires il pubblico viene ricevuto in forma ordinata e trasparente, "e non sulla base della precedente formula degli "amici degli amici",  superando normalmente le 450/500 persone al giorno".
  
Il responsabile del “Popolo della Libertà per l'America Meridionale”, Sen. Caselli, dopo le parole dei dirigenti del movimento, Sangregorio e Pintabona, ha dunque preso il microfono ricordando le principali tappe che hanno portato in Italia alla costituzione della lista da parte del Presidente Berlusconi e al suo plebiscitario successo nelle elezioni dello scorso mese di aprile congiuntamente agli altri alleati del centro-destra con l’impegno di procedere ad una fase di deciso rinnovamento e vera rinascita dell’Italia nel contesto interno ed internazionale dopo due anni di disatrosa conduzione politica ed economica del governo di centro sinistra.
 
Caselli ha dunque per parte sua sottolineato la necessita' di un cambio di mentalità e cambio di personalità al vertice delle istituzioni della collettività sostituendo i logorati e compromessi esponenti che hanno “vissuto della collettività e non per la collettività” con nuovi dirigenti. Missione fondamentale del “Popolo della Libertà” in Sud America sarà dunque, ha concluso il Sen. Caselli, fedele agli insegnamenti degli autorevoli esponenti del centro destra all’estero che ci hanno preceduto, e del mandato del padre del voto all’estero, On. Mirko Tremaglia, ricostruire e rinnovare le relazioni del continente con l’Italia in tutti i campi avviando un nuovo e privilegiato rapporto tra l'America Latina, l’Italia e l’Unione Europea che possa rappresentare un fattore di crescita per tutte le parti e sfociare in una vera e propria associazione strategica".

Con convinte e appassionanti parole che hanno scaldato la platea, il Sen. Caselli ha sottolineato poi il programma concreto e pragmatico con cui il “Popolo della Libertà” in America Meridionale ha avviato un radicale cambio di impostazione dei rapporti tra italiani all’estero e Madre Patria inteso a trasformare gli straordinari sentimenti di simpatia ed amore dei milioni di connazionali e oriundi italiani che risiedono in America Latina in un fattore catalizzatore delle relazioni tra Italia e il continente sudamericano.

Buenos Aires è stata la prima tappa di presentazione del nuovo soggetto politico tenuto conto che vi risiede la più grande collettività all’estero. Proseguiranno altri eventi in tutti i diversi paesi del continente al fine di aggregare forze e militanti in questo straordinario processo che intende avvicinare l’Italia alle nazioni sudamericane dove risiedono milioni di connazionali.  
 

Gustavo Velis - Italia chiama Italia


















































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