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Home / Argentina / Italiani all'estero, Utilizzo dei fondi della cooperazione argentina: Caselli (PdL) presenta un'interrogazione al ministro Frattini
Fri, 20 Nov 2009 18:42:00

Italiani all'estero, Utilizzo dei fondi della cooperazione argentina: Caselli (PdL) presenta un'interrogazione al ministro Frattini


Juan Esteban Caselli, PdL


Il senatore chiede di sapere "se risulti al Ministro in indirizzo tutto quanto sopra riportato e, in caso affermativo se abbia ricevuto i fascicoli relativi alle iniziative valutate positivamente"





ROMA
- Dopo la crisi che negli anni passati ha messo in ginocchio l’Argentina, l’Italia è intervenuta con risorse ingenti per assicurare tutela alle PMI italo-argentine e, più in generale, attraverso progetti di cooperazione ai numerosi connazionali residenti nel Paese sudamericano. Ora, secondo il senatore del Pdl Juan Esteban Caselli, è il caso di verificare l’utilizzo di tali fondi e, soprattutto, se e in quale misura la comunità italiana residente in Argentina si sia giovata di tale cooperazione. La richiesta è contenuta in una interpellanza depositata ieri, 18 novembre, e rivolta al Ministro degli esteri, Franco Frattini.

Nella premessa, Caselli ricorda che "nel corso degli anni, migliaia di italiani si sono recati in Argentina per cercare fortuna e lavoro tanto da arrivare a costituire, oggi, una comunità ben integrata nella società sudamericana; in un'ottica di antica collaborazione, pertanto, due Paesi geograficamente molto distanti, come Italia e Argentina, hanno sempre più rafforzato nel tempo i rapporti di interscambio e i legami di amicizia. Nell'attività di cooperazione, infatti, lo Stato italiano è stato, fin dal 1993, il primo Paese donatore dell'Argentina con un'erogazione complessiva di oltre 500 milioni di dollari tra crediti di aiuto e doni; nel 1996 lo Stato argentino ha registrato un incremento del livello del reddito pro capite tale da far dichiarare il paese non eleggibile a beneficiare di ulteriori crediti di aiuto".

"Considerato che nel 2001 la depressione economica e la crisi finanziaria, cominciate nel secondo semestre 1998, arrivarono a un punto di rottura e crearono le condizioni per far sì che l'Argentina fosse la prima grande nazione a dichiarare bancarotta su tutto il fronte dei debiti assunti; a seguito di detta grave crisi – ha ricordato ancora il senatore – il Ministero degli affari esteri, con delibera del 21 dicembre 2001, ha stabilito che "l'Argentina è nuovamente eleggibile alla concessione di crediti di aiuto nel triennio 2002-2004 a condizione che l'elemento-dono superi l'80%, conformemente a quanto disposto dall'articolo 36 dell'OCSE/consensus. I crediti devono essere destinati alla realizzazione di iniziative con finalità di lotta alla povertà e a sostegno delle fasce più deboli della popolazione"; in base a tali disposizioni, la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (DGCS), ha approvato due linee di credito, rispettivamente nel settore sanitario - per un ammontare 25 milioni di euro - e delle piccole e medie imprese (PMI) - per un importo 75 milioni di euro".

"In particolare – si precisa nella interpellanza – il credito per il settore sanitario si prefiggeva l'obiettivo di sostenere gli ospedali pubblici garantendo l'acquisto dei medicinali e delle attrezzature necessarie, mentre il sostegno alle PMI era finalizzato all'erogazione di finanziamenti per favorire le imprese italo-argentine e argentine nel grave momento di crisi; la firma e la successiva ratifica dell'accordo bilaterale è avvenuta nel maggio 2002; la firma della convenzione finanziaria che riguarda le PMI è avvenuta nel mese di ottobre 2002 e quella che riguarda il programma sanitario è avvenuta nel maggio 2002 a cui ha fatto seguito, quindi, la definizione delle Convenzioni finanziarie affidate a Mediocredito centrale; il Governo argentino, quindi, ha avviato l'attuazione di entrambi i protocolli con i necessari programmi di selezione delle domande di accesso ai finanziamenti. Nell'aprile 2002, inoltre, è stato firmato il Protocollo di Accordo concernente la costituzione di un "Trust fund" pari a 10 milioni di euro per la ripresa economica del paese (Ministero degli affari esteri DGCS "Scheda Paese Argentina - aggiornamento maggio 2002")".

"Preso atto che tutti i finanziamenti sopra riportati, nelle intenzioni dello Stato italiano, avrebbero dovuto essere impiegati, in primo luogo, a sostegno delle migliaia di italiani in difficoltà a causa della "crisi dei bond argentini"; per quanto risulta all'interpellante, dal 2004 ad oggi lo Stato italiano avrebbe erogato 53 milioni di euro da impiegare nel solo settore della sanità". Quindi, "rilevato che nel programma a favore delle PMI italo-argentine ed argentine, in fase di finalizzazione amministrativa, è evidenziato che la percentuale di "beni e servizi a valere sul finanziamento dovranno essere di origine italiana; una percentuale fino al 50 per cento del finanziamento totale sarà utilizzata per finanziare l'acquisto di beni e servizi locali"; inoltre, "i fascicoli relativi alle iniziative valutate positivamente dalle differenti strutture interessate saranno poi inviati al Ministero degli affari esteri italiano - DGCS, per mezzo dell'ambasciata d'Italia a Buenos Aires"; il Ministero degli affari esteri, dunque, valutate le medesime iniziative, notificherà l'approvazione ad Artigiancassa SpA la quale, a sua volta, espletate le necessarie verifiche, procede ad effettuare le distribuzioni".

Secondo Caselli, dunque, "sarebbe opportuno vigilare per verificare se le ingenti risorse stanziate dallo Stato italiano per favorire lo sviluppo siano state utilizzate effettivamente per tali finalità o invece si siano trasformate in uno strumento per trarre profitti a vantaggio di multinazionali, gruppi finanziari, banche o consulting".

Il senatore chiede di sapere "se risulti al Ministro in indirizzo tutto quanto sopra riportato e, in caso affermativo se abbia ricevuto i fascicoli relativi alle iniziative valutate positivamente (sia del settore sanitario che di quello delle PMI) e se in questi siano indicate le aziende argentine che hanno vinto i bandi di gara, le banche e le finanziarie argentine destinatarie ed erogatrici dei fondi; se sia a conoscenza dei finanziamenti relativi a ciascuna iniziativa e, in particolare, se abbia contezza delle modalità in base alle quali i predetti stanziamenti siano stati effettivamente impiegati; se abbia avuto riscontro circa l'effettiva avvenuta consegna delle attrezzature mediche indicate nei contratti e se queste siano effettivamente rispondenti alle reali necessità delle strutture sanitarie; se sia a conoscenza delle modalità e delle finalità in base alle quali le PMI italo-argentine e argentine abbiano ricevuto finanziamenti; se e quale sia l'ammontare dei finanziamenti fin qui erogati nel complesso dall'Italia all'Argentina nel corso dell'ultimo decennio; se e quali risultati, sul piano dello sviluppo, abbia prodotto la cooperazione italo-argentina e se grazie a tale cooperazione lo Stato sudamericano abbia incrementato il livello di reddito pro capite tanto da poter essere dichiarato non eleggibile a beneficiare di aiuti" e, infine, "se e in quale misura la comunità italiana residente in Argentina si sia giovata di tale cooperazione". 


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