Wed, 25 Nov 2009 18:48:00 Italiani all'estero, Silvio Berlusconi non abbandona gli italiani nel mondo - di Eugenio Sangregorio
 Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e leader del PdL |
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Per Eugenio Sangregorio, imprenditore di successo in Argentina e in tutta l'America del Sud, è evidente: il presidente del Consiglio Berlusconi è vicino agli italiani all'estero, così come ha dimostrato con la sua ultima visita a Jeddah alla comunità italiana residente in Arabia Saudita. Sangregorio lancia il suo invito: Presidente, l'aspettiamo in Argentina!
di Eugenio Sangregorio
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Non sono rari i casi in cui gli italiani all’estero sono stati “trascurati” dai loro rappresentanti. Trascuratezza per di più accentuata dalle distanze geografiche, che di certo non aiutano.
A questo proposito, ho trovato estremamente interessante una nota pubblicata su Italiachiamaitalia.com relativa alla recente visita di Silvio Berlusconi in Arabia Saudita, visita che è stata trasformata dal Premier anche in occasione di incontro con la comunità italiana residente in quel Paese. E’ di tutta evidenza che il gesto compiuto dal Presidente del Consiglio va proprio nella direzione opposta all’abituale trascuratezza nei confronti degli italiani all’estero cui facevo prima menzione. Infatti, come ben si legge nella nota, nonostante i numerosi impegni assunti nei confronti delle autorità politiche e diplomatiche locali, il Premier ha comunque trovato del tempo da dedicare anche ai connazionali residenti in Arabia Saudita.
Mi sorge spontaneo affermare, a questo punto, che è proprio vero che “Silvio non abbandona gli italiani all’estero”, coinvolgendoli nella vita politica del Paese, dando ascolto alle loro opinioni ed alle loro esigenze di partecipazione. Il gesto compiuto dal Premier non può che essere elogiato, soprattutto laddove si consideri l’aria che si sta respirando in questi ultimissimi giorni, frutto delle polemiche e dei dibattiti che si sono sviluppati intorno alle questioni della riforma della giustizia e il ddl sul processo breve. E’ questa un’ulteriore riprova del fatto che nel suo impegno politico di rispetto del “contratto con gli italiani”, Berlusconi non dimentica di includere i connazionali oltre confine, ovvero, come diceva con una sua lettera inviata in occasione delle scorse lezioni, “quegli italiani che con il loro impegno e la loro creatività sono i primi ambasciatori nel mondo dell’Italia ed il suo patrimonio di umanità e di cultura”.
A questo punto, non posso che augurarmi che in un futuro molto vicino il Presidente del Consiglio ci renda visita in America del Sud, dove, come è noto, è presente una delle più numerose comunità di italiani all’estero. Sarebbe senz’altro auspicabile che il Premier non abbandonasse nemmeno gli italiani del Sudamerica, i quali con i loro sacrifici hanno anche contribuito alla crescita dell’Italia (si pensi al boom economico nel periodo compreso tra il 1960 e il 1990).
Peraltro, non va dimenticata la congiuntura economica attuale: il Sudamerica ha molteplici ricchezze, che vanno dalle importanti risorse naturali a quelle, non meno importanti, umane. E’ proprio questo il momento ideale per creare un vero ponte tra l’Italia e i Paesi dell’America del Sud, sfruttando la complementarietá economica delle risorse che attualmente possono offrire l’Italia e i Paesi del “Cono Sud”, e sfruttando in modo particolare le opportunità che offre il Mercosur. Quest’ultimo costituirà, in un futuro molto prossimo, un blocco economico regionale di notevole importanza, tanto che è proprio questo il momento in cui l’Italia deve allacciare dei rapporti economici e commerciali con gli Stati Membri del Mercosur, in modo da instaurare delle strategie economiche che diano all’Italia un ruolo importante nel contesto mondiale. L’Italia possiede un “capitale umano” di innegabile valore, ed è rinomato nel mondo intero il cosiddetto Made in Italy; ma l’Italia deve anche poter contare su importanti risorse naturali, che solo Paesi come quelli dell’America del Sud possono offrire: basti pensare ai biocombustibili in Brasile, o all’industria agroalimentare in Argentina. A quest’ultimo riguardo, a qualcuno verrebbe da dire che i rapporti tra l’Italia e l’Argentina nell’ultimo decennio si sono raffreddati, anche in virtù della vicenda dei bond argentini; tuttavia, giova anche ricordare che questo raffreddamento è dovuto fondamentalmente ad una congiuntura politica passeggera, che muterà nel corso dei prossimi due anni, e senz’altro l’Argentina adempierà ai suoi debiti. In sostanza, sia l’Argentina che gli altri Paesi dell’America del Sud (ed in particolare gli Stati Membri del Mercosur) rappresentano un ottimo trampolino di lancio per l’economia italiana.
Alla luce di queste osservazioni, non posso dunque esimermi dall’invitare il Premier ad un incontro con gli italiani del Sudamerica. Sarebbe questa un’ottima occasione per contribuire a rafforzare il legame con la Madre Patria e dare ascolto alle voci non solo di coloro che anni fa emigrarono dall’Italia, ma anche dei loro discendenti, le nuove generazioni, custodi del futuro degli italiani all’estero.
Eugenio Sangregorio - Italia chiama Italia
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