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Home / Argentina / Italiani all'estero e PdL nel Mondo, Il dibattito sul tesseramento continua - di Ricky Filosa
Tue, 01 Dec 2009 11:08:00

Italiani all'estero e PdL nel Mondo, Il dibattito sul tesseramento continua - di Ricky Filosa


Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e leader del PdL


Gli italiani nel mondo ci stanno ancora pensando. Tessera sì, o tessera no? Intanto in Argentina spunta il primo Circolo PdL oltre confine, voluto e sostenuto da Norma Negro. La stessa signora Negro responsabile Enas e per anni agli ordini di Aldo Di Biagio, ieri coordinatore estero del patronato, oggi responsabile Italiani nel Mondo del Popolo della Libertà. Coincidenza?




Leggi anche Presso gli uffici privati di Eugenio Sangregorio Italiani all'estero, Il PdL Argentina riunito per valutare l'operazione tesseramento

Alcuni pensano che il dibattito sul tesseramento all'estero del PdL sia concluso. Illusi.

Ogni giorno arrivano alla redazione di Italiachiamaitalia.com email di connazionali vicini al centrodestra che dall'estero ci chiedono "perchè dobbiamo tesserarci al PdL? Io 50 euro preferisco spenderli in una cena!".

Sia chiaro a tutti: nessuno obbliga nessuno ad iscriversi al partito. Ma una cosa è l'Italia, un'altra l'estero.

Gli italiani nel mondo, nella maggior parte dei casi, se ne infischiano altamente della politica italiana. In particolar modo quelli di seconda e terza generazione, che considerano la propria casa il paese che li ospita, non l'Italia.

Per capire lo scetticismo degli italiani all'estero verso il tesseramento, c'è bisogno di grande sensibilità e di profonda conoscenza rispetto ai desideri dei connazionali, alle loro speranze tradite, alle loro necessità dimenticate, e - se volete - anche ai loro 'capricci', come qualcuno bisbiglia in certi Palazzi romani.

Se a Roma il PdL pensa di tesserare in massa gli italiani residenti oltre confine, si sbaglia di grosso. Ad iscriversi al partito saranno, forse, quelle poche decine, centinaia di adetti ai lavori che dai cinque continenti si occupano direttamente o indirettamente di politica e italiani all'estero. Le stesse persone che faranno tesserare (in molti casi pagando il costo della tessera di tasca propria, 'regalando' quindi la tessera a chi la vorrà) i propri impiegati, camerieri, parenti, vicini...  Nasceranno così i Signori delle tessere, appunto.

"Qui in Argentina non si tessererà nessuno al partito. Noi, da parte nostra, faremo iscrivere chi lavora con noi, ma nulla di più", racconta a Italiachiamaitalia.com un importante ristoratore italiano residente in Argentina.

Intanto, proprio in Argentina è nato - o sta per nascere - il primo Circolo del PdL (America Latina Italiani all'estero, In Argentina nasce il primo circolo del PdL), spinto con forza da Norma Negro. Questo nome, però, ci suggerisce qualcosa...

Non è che per caso si tratta della stessa Norma Negro, rappresentante dell'Enas, grande collaboratrice di Aldo Di Biagio quando lui - non ancora deputato - dell'Enas era coordinatore estero? 

E' un po' strano anche il fatto che il primo Circolo del PdL in Argentina venga aperto a San Miguel. Dov'è San Miguel? Sì, d'accordo, è una cittadina in provincia di Buenos Aires. Ma chi l'ha mai sentito questo nome? Quanti italiani sono residenti a San Miguel? 

Sarà solo una coincidenza che il primo circolo del PdL che apre in Argentina sia fortemente voluto da Norma Negro, ex impiegata di Di Biagio, che ora è il coordinatore del dipartimento Italiani nel Mondo del PdL? Sarà una coincidenza che questo circolo apra a San Miguel, dove opera la signora Negro?

C'è qualcosa che a rigor di logica non quadra. Oppure, quadra perfettamente.

Il primo circolo del PdL in Argentina nasce a San Miguel, quindi. Perchè, per esempio, non a Rosario, dove c'è Giuseppe Angeli, deputato del PdL eletto in Sud America e residente in Argentina, o dove c'è Franco Tirelli, che alle ultime elezioni politiche ha preso un botto di voti, anche se non è riuscito ad entrare in Parlamento? Anche lui un nome importante per quanto riguarda il PdL in America Latina
 
Ancora: perchè il tesseramento in Argentina non parte alla grande da Buenos Aires, base operativa di Juan Esteban Caselli, senatore del PdL eletto in America Meridionale? Caselli è una forza da quelle parti. Schioccando le dita, potrebbe portare al PdL nel Mondo centinaia di tessere. Perchè ancora non l'ha fatto?

Noi proviamo ad azzardare la nostra ipotesi.

Parlare all'estero di un tesseramento a un partito italiano è difficilissimo. Proprio come ha spiegato più volte il sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo, Alfredo Mantica, a Italiachiamaitalia.com

In realtà come l'Argentina, proporre ai connazionali di pagare per un pezzo di plastica (che sì, per chi ci crede dovrebbe rappresentare il senso di identità e appartenenza al partito, ma per chi è lontano migliaia di chilometri dallo Stivale rappresenta solo un costo in più e, appunto, un pezzo di plastica inutile) è impensabile. Soprattutto, paradossalmente, per i politici eletti in quella zona di mondo. Perchè? Perchè i propri elettori riderebbero loro dietro. E i nostri cari eletti lo sanno bene.

Per iscriversi al PdL ci vogliono dai 20 ai 50 euro, a secondo dell'età di chi si vuole iscrivere. Oggi, in Argentina, con un euro a quasi 6 pesos (quindi dai 120 ai 300 pesos per iscriversi al partito) "non ne trovi nemmeno uno disposto a iscriversi, anche se è del PdL e lo ama con tutto il cuore. Non ci sarà nessuno disposto a pagare questa cifra. O meglio, nessuno che possa permettersi di pagarla". Così si sfoga con ItaliaChiamaItalia una connazionale residente a Buenos Aires. "Non lo potrà pagare nessuno - ci spiega ancora - perchè qui la gente guadagna 600 pesos al mese. Un pensionato ancora meno. Figuratevi un pensionato che guadagna 600 pesos al mese: non darà mai 300 pesos per iscriversi a un partito, per giunta di un altro paese, e di cui conosce in ogni caso molto poco". Già...

Il Circolo del PdL di Norma Negro, a San Miguel (??), sa tanto di specchietto per le allodole. E di inciucio. Proprio perchè la signora Negro è anche responsabile Enas, quella che fino a ieri prendeva ufficialmente ordini da Aldo Di Biagio, oggi responsabile del PdL nel Mondo.

Una mossa che Di Biagio avrebbe senz'altro dovuto evitare; perchè se per chi non conosce come stanno le cose può sembrare tutto normale, per noi non lo è.

Forse noi siamo abituati a pensare troppo, ma ci permettiamo di sollevare un ulteriore interrogativo: non è che qualcuno sta pensando di iscrivere gente al partito con i soldi dei patronati? Davvero sarebbe possibile una cosa del genere? Noi ci auguriamo che i controlli ci siano, anche se la speranza è vana.
 
Il dibattito sul PdL nel Mondo e il tesseramento continua. La strada è tutta in salita. E allora forza Aldo Di Biagio, dimostra a tutti noi cosa sai fare! Vogliamo decine, centinaia di migliaia di iscritti in tutto il mondo!


Ricky Filosa - Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































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