Qualche giorno fa un noto quotidiano economico in una pagina del suo interno titolava a grandi caratteri: Le imprese lombarde all’estero. Due fondi per le PMI
L’articolo riferiva che la Regione Lombardia ha stanziato 10,5 milioni di euro per favorire l’inserimento delle aziende lombarde nei mercati internazionali.
Con l’obiettivo di agevolare le PMI nell’attività di internazionalizzazione e di aperture a nuovi mercati – si legge ancora nell’articolo - la Direzione Generale Industria, PMI e Cooperazione di Regione Lombardia, ha messo a disposizione oltre 10 milioni di euro attraverso l’attivazione di due strumenti finanziari tra loro complementari: il fondo Voucher per l’Accompagnamento delle PMI nei Paesi di Area Extra Unione Europea e il FRI – Fondo di Rotazione per l’Internazionalizzazione.
Il fondo Voucher, con la dotazione di 2,5 milioni di euro, è stato pensato per garantire un ulteriore intervento agevolativo alle imprese in tema di internazionalizzazione e prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto in forma di voucher da spendere per l’acquisto di servizi, che siano erogati da fornitori qualificati, nazionali ed internazionali, inseriti nell’apposito elenco di Regione Lombardia e finalizzati a valutare preliminarmente attività di sviluppo all’estero attraverso la realizzazione di insediamenti produttivi permanenti.
Il FRI invece è stato attivato dalla Regione Lombardia con l’obiettivo di promuovere la competitività e agevolare l’accesso al credito delle imprese lombarde.
Il fondo è finanziato con una dotazione di 8 milioni di euro e si rivolge alle imprese del settore manifatturiero e con sede operativa in Lombardia, che intendano incrementare la propria attività internazionale attraverso investimenti diretti o la costituzione di joint-venture con imprese estere e realizzare programmi di investimenti volti a creare nuovi insediamenti produttivi, nuovi centri di assistenza post-vendita e nuove strutture logistiche di transito e distribuzione internazionale di prodotti.
Nel leggere questo articolo, come cittadino della Repubblica, sono stato pervaso da gioia e soddisfazione perché penso all’opportunità che dà la Regione Lombardia alle sue PMI e, quindi all’esportazione del made in Italy ma nel contempo ho provato amarezza, sconforto e delusione per l’opportunità che la Regione Calabria qualche anno fa aveva avuto e che, invece, non è stata, capace di cogliere.
Questi i fatti.
Nell’anno 2007, il Comm. Eugenio Sangregorio, imprenditore di successo in Argentina, nonché Consulente della provincia di Buenos Aires in seno al MERCOSUR, unitamente a due autorevoli deputati argentini, (di origini italiane e precisamente calabrese) integranti altresì del Consiglio de MERCOSUR, che corrispondono al nome di Osvaldo Mercury e Roberto Filpo, previo scambio epistolare con politici amministratori e funzionari della Regione Calabria, hanno fatto visita a questa Regione con l’intento di iniziare un interessantissimo progetto politico, culturale ed economico tra il detto MERCOSUR e la Regione Calabria.
In quel periodo, ossia dopo il primo Consiglio Comunitario del MERCOSUR tenutosi a Montevideo nel Maggio del 2007, nella sede del Parlamento, ove ho avuto il privilegio di partecipare come invitato, si è iniziato a gettare le basi per dare corpo allo Statuto del Mercosur.
In quella fase, grazie alla lungimiranza ed alla sensibilità dei suddetti (Sangregorio, Mercury e Filpo) quali Calabresi e discendenti di essi, si era pensato di coinvolgere la Regione Calabria per inserirla, in qualche modo, direttamente nel nascente Statuto del MERCOSUR, affinchè la stessa Regione Calabria avesse delle agevolazioni o un canale privilegiato in alcuni settori di interesse.
Atteso le difficoltà insite nella gestione di un processo di inserimento nei mercati internazionali, legate a difficoltà manageriali e finanziarie ma anche a mancanza di informazione e di esperienza o nell’individuazione delle giuste opportunità di mercato, si era pensato, in primis, ai prodotti calabresi ed alle PMI con sede o operanti nel territorio calabrese, con l’obiettivo, appunto, di agevolare queste ultime nell’attività di internazionalizzazione, di apertura a nuovi mercati ed all’opportunità di crescita e di creazione di valore, ma anche altri settori non erano esclusi come il turismo e tutto quanto poteva essere legato alla cultura, atteso tra l’altro, la grande comunità calabrese sparsa in tutto il Sud America.
Il MERCOSUR rappresentava una indubbia e golosa opportunità se solo gli amministratori regionali dell’epoca e tutt'ora in carica vi avessero creduto o quanto meno avessero dimostrato il benché minimo interesse.
Nulla di tutto questo.
Le missive e le proposte provenienti dai rappresentanti del MERCOSUR sono rimaste prive di riscontro ed inascoltate dagli amministratori regionali calabresi ed i suddetti Sangregorio, Mercury e Filpo, quando erano venuti personalmente a parlare di queste opportunità con gli amministratori regionali, un tardo pomeriggio, sono stati ricevuti frettolosamente in una stanza se ben ricordo dell’assessorato all’emigrazione, da un assessore regionale, poi subentrato al Parlamento Europeo (oggi ex ) che a suo dire era delegato dal Presidente Loiero, senza però parlare di alcunché e rimanendo il tempo necessario per lo scatto di qualche fotografia (il fotografo è venuto su mio invito) ed il dono di un libro riguardante la calabria che, presumo, trovavasi su di un mobile casualmente.
Di tutto questo ne sono a conoscenza personalmente per aver accompagnato i suddetti.
Da qui l’amarezza che ho provato nel leggere l’articolo relativo ai fondi per le imprese lombarde all’estero che la Regione Lombardia ha stanziato, ma nel contempo la gioia e la soddisfazione, come cittadino italiano, che comunque esistono amministratori che con le loro capacità portano alto il nome della loro Regione.
Nel contempo ho provato anche tanta amarezza per quegli altri amministratori, come i nostri, che invece “vivacchiano e bivaccano” lasciandosi sfuggire le opportunità.
Peccato per la Calabria ed i calabresi per questa grande opportunità che gli amministratori regionali non sono stati in grado di cogliere.
Evidentemente maiora premunt: ci sono cose più importanti da fare!
Vincenzo Carrozzino - Italia chiama Italia