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Wed, 20 Jan 2010 14:42:00

Argentina, C.Kirchner: Non andrò in Cina, temo tradimento Cobos




In una breve conferenza stampa la “presidenta” ha attaccato nuovamente contro Cobos, con il quale vive una situazione da “separati in casa” già dal 2008



Il capo di Stato argentino Cristina Fernandez Kirchner ha annunciato ieri che rinuncerà al viaggio di dieci giorni in Cina e in Bolivia per assistere alla cerimonia di investitura del presidente Evo Morales, perché il suo vice, Julio Cobos, “non svolge il ruolo che la Costituzione gli assegna”.
 
In una breve conferenza stampa la “presidenta” ha attaccato nuovamente contro Cobos, con il quale vive una situazione da “separati in casa” già dal 2008, quando questi votò contro una risoluzione del governo sulle tasse di esportazione dei prodotti agricoli - provvedimento di importanza fondamentale nel mezzo di un braccio di ferro con i produttori -, provocandone la bocciatura. “Non solo si è trasformato nel leader dell'opposizione – ha sostenuto Kirchner in riferimento alla candidatura di Cobos alle presidenziali del 2011 - ma fa ostruzionismo contro le misure adottate dalla presidenza”. Il riferimento è alla presa di posizione del suo vice al fianco del presidente della Banca centrale Martin Redrado nella battaglia legale che sta conducendo con la Casa Rosada opponendosi al decreto presidenziale che lo obbliga a consegnare un parte delle riserve del Paese al Tesoro per pagare le scadenze del debito pubblico per il 2010.

“L'articolo 99 della Costituzione prevede che il capo di Stato sia il capo del governo e il responsabile politico dell'amministrazione generale della nazione. L'amministrazione nazionale del Paese, la designazione dei funzionari, i negoziati, l'amministrazione della cosa pubblica sono responsabilità del capo di Stato” ha detto il Kirchner, che ha aggiunto: “Qualsiasi cittadino può dissentire dalle politiche dell'esecutivo, ma non il vicepresidente, perché la Costituzione gli assegna un ruolo chiaro e importante. L'atteggiamento assunto nel difendere un funzionario a cui è stato revocato l'incarico dalla presidenza lo rende incompatibile costituzionalmente con il ruolo che occupa”. “Per questo – ha quindi spiegato - il senso di responsabilità mi impone di rimanere nel Paese e gestire la cosa pubblica, perché io ne sono responsabile. Se altri non agiscono nel loro ruolo in maniera responsabile, io lo devo fare, perché è quello che mi chiede la Costituzione e quello che la gente si aspetta”.

Il capo di Stato ha quindi annunciato che chiederà un parere non vincolante al Parlamento sulla destituzione di Redrado, dando mandato al capo di gabinetto Anibal Fernandez di chiedere la formazione di una commissione speciale che analizzi la questione. Kirchner ha quindi ribadito che non convocherà una sessione straordinaria del Congresso, attualmente chiuso per le ferie estive, come richiesto dall'opposizione per discutere del decreto su Redrado e di quello con cui richiedeva alla Banca centrale di girare oltre sei miliardi di dollari al Tesoro. Proprio i suoi viaggi all'estero, secondo quanto riportavano i quotidiani argentini, avrebbero potuto offrire a Cobos la possibilità e il potere di usare il suo ruolo di vicario per aprire le porte del Congresso


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