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Tue, 26 Jan 2010 14:25:00

Argentina, Banca centrale “a due teste” in attesa del Parlamento




L’ultima mossa legale è stata quella del presidente della Banca centrale che ha presentato una denuncia penale contro il governo



Nel pieno di una complicata battaglia legale con il governo argentino, la dirigenza della Banca centrale (Bcra) “si fa in due”. Da una parte infatti c’è Redrado, che si rifiuta di rinunciare al suo incarico e continua a presentare ricorsi e appelli contro il decreto presidenziale che ne determina l’uscita di scena, dall’altra il vice Miguel Angel Pesce, designato alla sua successione dalla dirigenza della Bcra venerdì scorso. Il conflitto istituzionale tra il governatore e la “presidenta” Cristina Fernandez Kirchner è iniziato circa un mese fa, quando Redrado si è rifiutato di dare corso a un decreto presidenziale con il quale si chiedeva alla Bcra di girare circa 6,5 miliardi di dollari al Fondo per il Bicentenario, con la finalità di pagare una parte del debito estero in scadenza nel 2010. L’atteggiamento assunto dal titolare della Banca centrale, il cui mandato sarebbe scaduto il prossimo mese di settembre, ha provocato l’immediata reazione dellaCasa Rosada che con un ulteriore decreto ne ha disposto la rimozione dall’incarico. La decisione del capo di Stato ha provocato un’alzata di scudi in favore di Redrado da parte dell’opposizione e una serie di ricorsi hanno bloccato l’intero procedimento, stabilendo, per il momento, che solo il Parlamento potrà decidere il trasferimento di fondi dalla Bcra al Tesoro.

L’ultima mossa legale è stata quella del presidente della Banca centrale che ha presentato una denuncia penale contro il governo, dopo che domenica le forze dell’ordine gli hanno impedito l’accesso alla sede dell’istituto finanziario. Praticamente in contemporanea Pesce ha tentato di rafforzare la sua posizione con un comunicato con il quale ratificava la sua assunzione dell’incarico al vertice dell’organismo finanziario. L’offensiva di Redrado è andata però oltre le vie legali: “Ho una lista degli amici del governo che hanno comprato dollari” ha dichiarato l’oramai ex governatore al quotidiano Clarin, lasciando intendere che questo tipo di operazioni siano avvenute al di fuori dei canali ufficiali. Intanto oggi si riunirà la commissione bicamerale incaricata di analizzare la sua posizione: sarà composta da soli tre membri, uno della maggioranza uno dell’opposizione e il vicepresidente Julio Cobos, eletto nel ticket con la “presidenta” ma passato all’opposizione dal 2008. Sul valore del parere espresso dalla commissione si è aperto un acceso dibattito, ma secondo l’interpretazione più diffusa non dovrebbe essere vincolante. In pratica potrebbe rappresentare il passo decisivo verso l’uscita di scena di Redrado, dato che la Corte d’appello aveva ordinato al governo di non designare “a carattere definitivo” un nuovo presidente della Banca centrale prima di aver ricevuto questo parere.

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