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L'Italia non deve perdere la Telecom - di Eugenio Sangregorio
Sat, 06 Feb 2010 10:16:00 L'Italia non deve perdere la Telecom - di Eugenio Sangregorio
"Mi auguro che il Governo italiano riesca a trovare la soluzione più adeguata per preservare l’italianità della Telecom ed impedire che l’Italia perda un’azienda del suo spessore"
di Eugenio Sangregorio
Da qualche settimana indiscrezioni di stampa parlano di una imminente fusione tra Telecom e la compagnia spagnola Telefonica, operazione che vedrebbe il futuro di Telecom Italia nelle mani degli spagnoli. Il Governo italiano ha smentito qualsiasi tipo di incontro o contatto con gli spagnoli di Telefonica volto ad attuare la suddetta operazione di fusione. Smentita che, a mio avviso, non può che rasserenare noi italiani.
Telecom Italia non deve associarsi con la società spagnola Telefonica, giacchè un’eventuale fusione provocherebbe più problemi che benefici, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo, dove sono presenti entrambe le aziende, per ovvie ragioni di monopolio.
L’Italia deve continuare a gestire la rete e far valere la sua capacità di innovazione e sviluppo tecnologico, e dunque il Made in Italy, in un settore dell’economia così importante come quello delle telecomunicazioni. L’Italia deve preservare l’italianità di Telecom Italia. Così facendo dimostrerà ancora una volta la qualità del Made in Italy. Perdere l’italianità in questo settore significherebbe perdere il Made in Italy.
Telecom Italia indubbiamente ha un problema di indebitamento, il quale deve essere al più presto risolto. Tuttavia, la soluzione non può essere quella dell’ingresso della società spagnola Telefonica. Non credo che Telefonica sia intenzionata a creare un’ingegneria finanziaria volta a superare l’indebitamento di Telecom Italia. Gli obiettivi di telefonica a breve e medio termine sono altri, e certamente non favoriranno Telecom Italia nè incentiveranno la sua crescita ed influenza sui mercati.
Occorre convincere i membri del consorzio Telco (vale a dire Medio Banca e Intesa Sanpaolo) a prendere l’impegno di risolvere i problemi finanziari della Telecom incorporando dei soci italiani, anzichè stranieri. Le telecomunicazioni costituiscono uno dei settori più privilegiati nel mondo, dal punto di vista dello sviluppo nonchè del fatturato. Basti pensare al caso Telecom Argentina. A seguito della crisi argentina del 2002, l’indebitamento della società fu enorme, ma dopo 7 anni il debito venne cancellato e, ad oggi, la società ha un guadagno netto annuale pari a US$ 300 milioni (dollari americani) e un fatturato di US$ 3000 milioni (dollari americani). Il controllo della società fa capo a Sofora, il gruppo che dovrebbe spiegare come è stato saldato un debito di circa US$ 4000 milioni e come dopo 7 anni sono riusciti a vendere servizi e ottenere degli incassi enormi.
Laddove il Governo italiano approvasse l’ingresso di Telefonica in Telecom Italia, nascerebbero dei problemi nei Paesi in cui entrambe le aziende operano, e si creerebbe una situazione di monopolio. Tanto per fare un esempio, il Governo argentino sta “minacciando” di nazionalizzare Telecom Argentina, adducendo una situazione di monopolio in contrasto con le regole del mercato e la libera concorrenza.
Molti italiani potrebbero investire in Telecom. Mi viene in mente il caso Alitalia, dove una situazione ben più complicata, e in un settore più difficile, venne superata ottenendo gli investimenti necessari, ma senza perdere l’italianità dell’azienda. Il settore delle telecomunicazioni è estremamente redditizio, nonchè ricco di innovazione e ricerca tecnologica. Mi auguro che il Governo italiano riesca a trovare la soluzione più adeguata per preservare l’italianità della Telecom ed impedire che l’Italia perda un’azienda del suo spessore.
Eugenio Sangregorio* - Italia chiama Italia
*Vicepresidente PDL America Meridionale
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