"Credo che sia arrivata l’ora di decidere se il mezzo per trattare le importantissime problematiche concernenti gli italiani all'estero sia il Cgie o siano i parlamentari scelti democraticamente dai milioni di italiani che vivono fuori dalla Penisola"
"Sono venuto a conoscenza, non senza una certa sorpresa - per i termini fortemente sarcastici, direi quasi sguaiati con cui è stato scritto - di un articolo riportato dall’Agenzia AISE ed attribuito ai consiglieri che rappresentano la Repubblica Argentina nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che si riferisce al mio progetto di legge di abrogazione del CGIE (Che confusione nella Fondazione! Italiani all'estero, Caselli (PdL) vuole gettare il Cgie nella spazzatura). Capisco perfettamente che a qualcuno possa non piacere il progetto legislativo che ho presentato recentemente, ma innanzitutto desidero segnalare che, a mio avviso, la dialettica politica non può sconfinare in mancanza di rispetto e di considerazione verso le opinioni degli avversari e, soprattutto, verso la religione cattolica, come avviene in questo articolo". Inizia così la replica che il senatore del Pdl eletto in Sud America, Juam Esteban Caselli, indirizza ai consiglieri del Cgie dell’Argentina che la scorsa settimana avevano fortemente criticato il ddl presentato dal senatore per l’abolizione del Consiglio Generale. Dopo aver criticato la ratio del ddl e sostenuto che Caselli non ha mai partecipato a nessuna assemblea – plenaria o continentale – del Cgie, i cinque consiglieri concludevano: "inoltre, bisogna ricordare che ha partecipato ad una sola riunione, quella del Comites di Buenos Aires prima della sua "conversazione" con il defunto pontefice Giovanni Paolo II nella quale costui chiese di candidarsi alla Presidenza argentina, come dichiarato al "Clarin" il 21 dicembre 2008. Gli altri Comites del Sud America non hanno avuto la possibilità di incontrarlo per parlare delle problematiche che vivono gli elettori della sua circoscrizione. Peccato, perché se avesse avuto il tempo di visitarli, il Senatore avrebbe saputo che tutti i Comites dell’area si sono espressi a favore della validità del Cgie. Ci chiediamo ancora – concludono i consiglieri – se sarà stato lo stesso pontefice o qualche altro santo a chiedergli l’abrogazione del Cgie".
Questo il passaggio cui si riferisce oggi Caselli che scrive: "non si può assolutamente accettare la mancanza di riguardo con cui questi consiglieri nell'articolo in parola si riferiscono a figura di un Papa, che presto sarà consacrato Beato, come Giovanni Paolo II".
"Quanto alla sostanza dell'articolo in questione – prosegue il senatore – questi consiglieri se avessero letto il testo di presentazione del progetto (e non solo il titolo del DDL) avrebbero compreso - se in buona fede -le mie ragioni. Ma anche in questa occasione questi soggetti dimostrano quella superficialità - per non dire altro - che pervade tutte le loro attività. In uno dei paragrafi del citato progetto ho scritto infatti: "è importante sottolineare che posizioni abrogative del Cgie sono latenti nella società per l’indifferenza e la perplessità che prova l’opinione pubblica nei confronti di questa istituzione, soprattutto per i suoi enormi costi burocratici. Denaro questo, che potrebbe essere usato in favore dei cittadini con maggior necessità economiche delle diverse circoscrizioni all’estero". So di toccare con questa iniziativa molti interessi consolidati (di una vera e propria casta), ma non credo sia possibile giustificare ai cittadini, in questa epoca di crisi, i quasi due milioni di Euro destinati dalla Finanziaria per il funzionamento di una istituzione come questa che nel suo complesso non ha prodotto niente di concreto a favore degli italiani all'estero".
Norma Negro Coordinatrice PdL in Argentina? "Le autorità in questione già esistono e non sono affatto frutto di autonomina. Esse sono state affidate al Sen. Esteban Caselli, in qualità di Presidente pro tempore, e al Sig. Eugenio Sangregorio, in qualità di Vicepresidente pro tempore. La designazione ha avuto luogo in un’Assemblea pubblica di più di 300 persone svoltasi nella sede del Circolo Italiano a Buenos Aires, subito dopo le elezioni del 2008" |
"Per non dire – prosegue il senatore del Pdl - invece dei nefasti, sempre per non usare altre parole, comportamenti posti in essere dai consiglieri dell'organismo rappresentanti per l'Argentina (guarda caso) in diverse occasioni a danno proprio degli interessi dei connazionali qui residenti. Ricordo, solo ad esempio, come nessun membro del CGIE dell'Argentina si sia mosso a difesa della tutela della salute dei nostri connazionali indigenti quando il trio Danieli-Pallaro (anche lui CGIE)- Merlo nel 2007 hanno ideato il meccanismo che si è concluso con l'aggiudicazione alla società Swiss Medical di un contratto per garantire prestazioni sanitarie private al considerevole costo di quasi 6,5 milioni di euro l'anno (contratto biennale) per circa 8000 connazionali indigenti residenti in Argentina stante la precaria situazione della salute pubblica e che invece comportò per 9 mesi (ossia fino a quando io stesso ed altri interlocutori con a cuore il bene pubblico abbiamo sollecitato il nuovo Governo Berlusconi, da poco in carica, di riformare il contratto) inviare i nostri assistiti a strutture sanitarie di bassa qualità o alle stesse strutture pubbliche per la cui inadeguatezza si era deciso di sottoscrivere un contratto assai oneroso con una società privata. Non risulta poi assai peculiare che vi era proprio un Consigliere del Cgie (Toniut) nella Commissione che ha aggiudicato il contratto in questione? Dove erano poi i Consiglieri del Cgie quando i connazionali erano obbligati a vergognose code davanti ai Consolati italiani in Argentina o si sorteggiavano turni per rinnovare passaporti nel Teatro demaniale di Buenos Aires? Se non ricordo sempre male alcuni Consiglieri addirittura espressero la loro soddisfazione per il "bingo" dei passaporti". "Miracolosamente – continua Caselli – poi, parenti di quei Consiglieri vinsero successivamente un contratto per essere assunti nello stesso Consolato "binguero" (concorso fortunatamente annullato su iniziativa di quel vero difensore degli italiani all'estero che era il Ministro Tremaglia per le numerose irregolarità rilevate). Gli stessi consiglieri non hanno poi mai visto il gigantesco ed illegale mercato che in anni passati girava in Argentina intorno alla nostra cittadinanza. Anzi, uno di loro (allora anche parlamentare, fortunatamente poi nelle ultime elezioni trombato sonoramente senza mezzi termini dagli elettori come punizione per la sua arroganza e prepotenza) in una riunione del Comites di Buenos Aires si dichiarò pubblicamente contro le straordinarie innovazioni e procedure introdotte dal neo Console Generale di Buenos Aires che consentivano a tutti i connazionali l'ingresso senza restrizioni in Consolato. Chissà perché? Credo che i lettori capiranno come a quell'indegno (alla carica ricoperta) personaggio interessava soltanto il suo potere personale, che gestiva in epoche precedenti in forma illimitata con un Consolato in sofferenza piuttosto che il bene dei nostri connazionali. Quei consiglieri hanno in compenso effettuato decine di viaggi, in business class, verso Roma o altre località per compilare verbali e documenti che non interessano a nessuno perché sono inconcludenti e astratti e senza seguito". "Tutto ciò – rincara Caselli – senza contare il denaro che si spende per i viaggi dei funzionari della Farnesina, più per i parlamentari ed i loro impiegati che viaggiano come integranti delle Commissioni del Senato, sempre in classe business, e delle quali io mi pregio di non far parte in segno di rispetto ai nostri connazionali, ogni volta che il Cgie, si riunisce. Sono pertanto veramente convinto, così come l’ho scritto nel testo che ho presentato all’attenta valutazione del Senato della Repubblica, che, essendo stati eletti 12 deputati e 6 senatori nella Circoscrizione Estero, loro debbono essere gli interlocutori naturali tra gli italiani all’estero ed il governo attraverso il Parlamento, come d'altronde era sottinteso nella legge che ha garantito l'elezione di parlamentari all'estero".
"Credo – spiega il senatore del Pdl – che sia arrivata l’ora di decidere se il mezzo per trattare le importantissime problematiche concernenti gli italiani all'estero sia il Cgie o siano i parlamentari scelti democraticamente dai milioni di italiani che vivono fuori dalla Penisola e i cui interventi sono risultati decisamente più efficaci (come nel caso della assicurazione in Argentina o lo stanziamento di fondi supplementari per l'assistenza e la lingua all'estero,avvenuto per il 2009, sempre dietro mia iniziativa). Non ho parlato di questa mia posizione durante la mia campagna elettorale per dimostrare con i fatti (come poi concretamente avvenuto nel caso della assicurazione sanitaria in Argentina e i fondi per le legittime necessità degli italiani all'estero) chi fa gli interessi dei connazionali fuori dai confini nazionali e chi sta invece a pensare solo a scaldare sedie e cercare di lucrare ogni prebenda possibile, a modo di casta".
"Come ultima annotazione, desidero sottolineare che la decisione di presentarmi o no, alle elezioni presidenziali della Repubblica Argentina del 2011 è un’incombenza di mia esclusiva responsabilità, nel rispetto della normativa italiana e pensando sempre all'interesse dei numerosissimi connazionali ed oriundi che vivono in questa bellissimo Paese, la cui crescita e prosperità – conclude – è dipesa in forma determinante proprio dal contributo degli italiani che in vari momenti storici si sono qui stabiliti".
(aise)
Italia chiama Italia
