Argentina: altre notizie
Buenos Aires - Il Senato argentino ha approvato il progetto di legge che modifica il Codice civile e apre le porte al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Dopo un dibattito durato oltre 14 ore, l'Aula ha espresso parere positivo all'iniziativa, che aveva già ottenuto il via libera della Camera, con 33 voti a favore e 27 contrari.
La notizia è stata accolta con sentimenti contrastanti nella piazza di fronte al Palazzo del Congresso, dove migliaia di persone avevano atteso l'esito della votazione in un'atmosfera di tensione, degenerata anche in alcuni tafferugli tra favorevoli e contrari.
Tra i protagonisti di un dibattito che nelle ultime settimane ha tenuto banco nel paese c'è stata anche la Chiesa cattolica locale, che ha fatto con insistenza sentire la sua voce contraria al provvedimento. Convocando, martedì scorso, una manifestazione nella capitale alla quale hanno preso parte migliaia di persone. Per questo i vertici della Chiesa argentina, primo fra tutti l'arcivescovo della capitale Jorge Bergoglio, sono stati oggetto di cori di scherno dei sostenitori dell'iniziativa legislativa che hanno accolto la sua approvazione con canti e balli improvvisati.
Anche in Aula i toni erano stati decisamente sostenuti tra due schieramenti, mai come questa volta, traversali. La libertà di voto concessa, almeno ufficialmente, da quasi tutti i partiti ha infatti creato alleanze inedite che hanno portato a un voto contraddistinto dall'assoluto equilibrio. Alla fine però il progetto sostenuto dal governo - promosso perché “si sta discutendo dei diritti delle minoranze” aveva detto la “presidenta” Cristina Fernandez Kirchner -, ha superato l'esame del Senato senza dover ricorrere, come si temeva alla vigilia, al voto del presidente pro tempore dell'Aula José Pampuro.
Concia (Pd): Ottima motizia approvazione matrimoni gay "La decisione del Senato, che ha istituito i matrimoni omosessuali, riconoscendo ai coniugi diritti quali la sicurezza sociale e il congedo familiare, è un'ottima notizia, che testimonia come anche in un Paese a larghissima maggioranza cattolica si possa avere un dibattito serio sul tema dei diritti. L'unico peccato è che quel Paese non sia l'Italia, ma l'Argentina". Lo ha dichiarato Anna Paola Concia, deputata del Pd, molto vicina al mondo omosessuale. "Non voglio riaccendere nuove polemiche - ha aggiunto la deputata - mi limito solo a riprendere le considerazioni di Gerardo Morales, capogruppo dei radicali all'opposizione, secondo il quale 'la società è cambiata, ci sono dei nuovi modelli familiari'. Nuovi modelli che esistono nei fatti e che la politica, a ogni latitudine, non si può permettere di ignorare".
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