Italiani all'estero: altre notizie
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Ancora una volta rispondo ad uno scritto del Direttore di Tribuna Italiana Marco Basti del quale apprezzo sovente l’equilibrio dei giudizi e la pacatezza dei toni, virtù rara che, anche in presenza di visioni profondamente diverse, merita attenzione e replica, nella speranza di trovare luogo anche nelle sue colonne.
Basti nel suo ultimo editoriale parla, tra l’altro, del ruolo delle associazioni di fronte alla possibilità sempre più imminente di andare, in Italia, ad elezioni anticipate. Si tratta di un argomento delicato, perché chiama in causa la forte diatriba esistente tra i leader politici che nel passato hanno sfruttato la struttura associativa italiana d’Argentina per raggiungere i propri obiettivi politici personali, ovvero Luigi Pallaro e Ricardo Merlo.
Non penso che sia necesario fare una cronistoria dei passati eventi se non ricordare che dopo il distacco di Merlo dal movimento di Luigi Pallaro i due sono diventati odiati avversari, basterebbe riportare alcune dichiarazioni di entrambi, anche del recente passato, per stupirsi tuttora della crudezza dei toni.
Adesso, avvicinandosi le elezioni, partono le grandi manovre e, con l’obiettivo di assicurarsi “un posto al sole” a Roma, anche i nemici più giurati potrebbero ritornare ad abbracciarsi.
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Basti dichiara candidamente che “l’associazionismo organizzato non può fare come lo struzzo” e afferma che le strade che esso deve seguire sono due: presentare una lista propria oppure accordarsi con un partito specifico. In punta di piedi si apre la strada a far confluire le associazioni verso un ipotetico, unico, partito politico, ma quale? Forse il piccolo partito di Ricardo Merlo? E perché mai le associazioni italiane che si contraddistinguono per la loro eterogeneità, di cultura, di provenienza geografica e di distribuzione sul territorio argentino dovrebbero essere spinte verso una unica scelta? Perché si vuole strumentalizzare una bella realtà umana e culturale in modo partitico?
Ebbene, leggendo l’editoriale di Marco Basti mi sono ricordato che solo pochi mesi fa, replicando ad una mia nota intitolata “Il ruolo politico delle associazioni italiane all’estero”, Basti ha sostenuto proprio tutto il contrario. In particolare, nel suo editoriale ha affermato (10.02.2010, “Due spunti: rapporti italo-argentini e associazioni”) che “le associazioni non dovrebbero sconfinare in attività che non le competono, e che sono le strutture di rappresentanza appositamente create per gli italiani all’estero a doversi occupare di queste iniziative politiche” (Basti richiama in particolare i Comites, il Cgie e i parlamentari eletti all’estero).
Anche la settimana successiva Basti insiste e nel suo editoriale “Accettare il dibattito ma evitare la confusione” (pubblicato il 17.02.2010) ribadisce lo stesso concetto, scrivendo che “Sangregorio fa confusione volendo coinvolgere tutto e tutti”.
In numerose occasioni ho evidenziato l’importanza che le associazioni italiane recuperino il loro ruolo politico, ma non in senso “partitico” (cioè sostenendo un partito politico piuttosto che un altro) quanto piuttosto nel senso di stimolare e orientare gli italiani all’estero a partecipare attivamente nella vita politica del Paese ed esercitare quel diritto di voto che è costato tanti anni di dure battaglie.
Ora Marco Basti non solo coinvolge le associazioni nel settore politico, ma addirittura le coinvolge in senso partitico. Fermo restando che ognuno è libero di cambiare, anche in maniera radicale, le proprie opinioni, sarebbe interessante capire in base a quali ragioni Basti abbia mutato il proprio parere. Probabilmente, vista l’ipotesi delle elezioni anticipate, il Direttore di Tribuna Italiana ritiene questa un’ottima occasione per promuovere le candidature di personaggi come l’ex Senatore Luigi Pallaro e l’On. Ricardo Merlo, entrambi esponenti di un modello di associazionismo ormai stanco e manifestamente incapace di rappresentare non solo il presente, ma neppure il loro glorioso passato.
Le associazioni invece rappresentano le nostre radici e costituiscono una preziosa rete di relazioni umane, culturali e professionali di cui, specialmente in Italia, ancora non si è capita la straordinaria potenzialità per lo svilupo delle relazioni con l’Argentina. Nessuno pero’, neanche i rispettivi dirigenti, possono strumentalizzare la profonda ed originaria vocazione delle Associazioni facendone un ingranaggio che serve solo a soddisfare fini prettamente personali.
Approfitto quindi della provocazione del solerte Maco Basti per invitare i compatrioti delle nostre gloriose associazioni italiane a non lasciarsi manovrare dagli interessi personali dei singoli dirigenti. Esorto i nostri connazionali Italo-Argentini a guardare con decisione al futuro, nell’interesse dei propri figli e nipoti, dando fiducia al PdL che rappresenta, anche qui in Argentina, un capitale umano e di capacità in grado di costruire praticamente le prospettive in cui noi crediamo fermamente: la sinergia del macro sistema Italia-Argentina.
Eugenio Sangregorio - ItaliachiamaItalia