Mon, 06 Sep 2010 16:05:00 Italiani all'estero e Mirabello, Sangregorio (PdL): Fini parla bene, ma non convince
 Eugenio Sangregorio, PdL |
|
| |
|
|
|
'Dopo Mirabello, la crisi di governo sembra davvero dietro l'angolo: anche per questo in Argentina, ma in tutta l'America Latina, il PdL si sta preparando'
di Eugenio Sangregorio
POLITICA: ALTRE NOTIZIE
Italiani all'estero: altre notizie
Argentina: altre notizie
Seduto nel mio ufficio di Buenos Aires, insieme ad alcuni miei collaboratori, militanti e simpatizzanti del Popolo della Libertà in Argentina, ho seguito integralmente, attraverso il computer, l'intervento che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha tenuto ieri a Mirabello. Avrei certamente preferito che Fini rispondesse alle tante critiche che in queste settimane e mesi gli hanno rivolto alcuni quotidiani nazionali italiani; avrei voluto facesse definitivamente chiarezza su ciò che ci aspetta, su ciò che aspetta gli italiani che si rivedono nella politica del centrodestra. Invece l'ex leader di An non ha fatto altro che portare acqua al suo mulino, assicurando che chi era a Mirabello era lì perchè spinto soltanto dalla passione politica. Ma noi sappiamo che, fra coloro che hanno deciso di seguire Fini, ce ne sono alcuni che lo hanno fatto soltanto per convenienza personale, per avere pressocchè assicurato un posto in Parlamento alle prossime elezioni. Altro che genuino desiderio e passione politica!
Con grande attesa ho aspettato di sentire Fini a Mirabello, ma forse non ne è valsa la pena. Avrei potuto risparmiarmi due ore di tempo. Un intervento in cui Fini certo ha mostrato di meritare la sua fama di abile oratore, e - a modo suo - ha cercato di galvanizzare quelli che hanno deciso di seguirlo nella sua strada. Ma non ha convinto noi. E forse ha spaventato gli altri, quelli dell'opposizione, che si sono visti scippare molti dei temi a loro cari. Noi, nella nostra esperienza politica, abbiamo toccato con mano diversi tipi di comportamenti: tra questi, il più comune è quello di chi parla solo per criticare il governo, ma, certo più coerentemente di Fini, lo fa stando all'opposizione; il secondo ha a che fare con la sindrome del leader, ed è quello che colpisce a rotazione gli uomini che hanno alto sentire di sè e mal sopportano di cedere ad altri il potere. Fini, Casini, Rutelli, in misura diversa, costituiscono degli esempi in tal senso. Non riescono a rassegnarsi, e si creano il loro spazio personale: con la differenza che Casini e Rutelli si sono defilati con maggiore signorilità, e i costi della loro dipartita non sono ricaduti sul Paese.
Dopo Mirabello, la crisi di governo sembra davvero dietro l'angolo: anche per questo in Argentina, ma in tutta l'America Latina, il PdL si sta preparando, lavorando alacremente sul territorio e cercando di ampliare il numero dei connazionali che già ci hanno dato fiducia. Abbiamo un solo leader, Silvio Berlusconi, e una sola parola, d'onore: lealtà con i nostri elettori.
Eugenio Sangregorio* *Coordinatore PdL Argentina
Italia chiama Italia

|