Tue, 11 Jan 2011 16:35:00 Italiani all'estero, Battisti? Stiamo con l'Italia - di Eugenio Sangregorio
 Cesare Battisti |
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'Come italiani all'estero, però, stiamo dalla parte del nostro Paese, l'Italia: che poi vuol dire, in questo caso, stare dalla parte della giustizia. E Battisti è un delinquente assassino che deve stare dietro le sbarre in un carcere italiano. I parenti delle vittime di Battisti vogliono questo, lo stesso che vogliamo anche noi'
di Eugenio Sangregorio
Forse il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha tutti i torti quando, parlando del caso Battisti, dice che la politica italiana è apparsa "debole" nell'affrontare la questione e nel trasmettere ai Paesi, in primis lo stesso Brasile, le motivazioni per cui il terrorista Battisti deve tornare in Italia. Napolitano ha poi ammesso: "Anche a Paesi amici non siamo riusciti a far comprendere la gravità del terrorismo". In effetti, probabilmente non è stato trasmesso davvero, per usare le parole di Napolitano, "il senso di ciò che accadde in quegli anni tormentosi del terrorismo".
Forse è vero, quindi, che si sarebbe potuto fare di più. Certo è che ormai è inutile piangere su ciò che è stato, bisogna guardare avanti. In una recentissima intervista il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha fatto il punto sulla vicenda di Cesare Battisti. Ha detto che quella del Brasile è stata una scelta "soprattutto politica". E ha poi ribadito alcuni concetti: il fondatore dei Pac, Proletari armati per il Comunismo, non è un terrorista bensì "un volgare assassino"; il Brasile è vincolato da trattati sull’estradizione che devono essere rispettati; la Ue deve prendere posizione a favore dell’Italia. Su questo ultimo punto il Guardasigilli è stato molto chiaro: "L’Unione Europea non può chiudere gli occhi", ha detto Alfano, che poi ha spiegato: "Per far parte dell’Unione, gli Stati richiedenti devono superare una specie di esame sul funzionamento del sistema giudiziario fondato sulle garanzie offerte dall’apparato giurisdizionale e noi che siamo Paese fondatore dell’Europa ci vediamo eccepito dal Brasile un problema di mancate garanzie giurisdizionali senza che l’Europa dica niente? Peraltro, lo scorso anno, su nostra sollecitazione, il Parlamento europeo ha espresso sostanzialmente l’auspicio che il trattato bilaterale Italia-Brasile venisse osservato".
Agli italiani residenti in Argentina, ma in generale in tutto il Sud America, la vicenda Battisti interessa fino a un certo punto: con il nuovo anno che comincia, con la crisi che non vuole sparire del tutto, con la ripresa economica che tarda ancora ad arrivare, i nostri connazionali hanno altro a cui pensare. Certo è che la politica deve darsi da fare. Personalmente, ho apprezzato il gesto del Sen. Juan Esteban Caselli, responsabile del PdL nel Mondo, che lo scorso 31 dicembre ha richiesto un incontro al ministro degli Esteri brasiliano proprio per parlare del caso Battisti. Così come credo sia stata molto opportuna la missione parlamentare a cui ha partecipato l'On. Fabio Porta, su incarico del presidente Gianfranco Fini, insieme al Vice Presidente della Camera Maurizio Lupi (PDL), "per esporre ai nostri colleghi brasiliani il punto di vista del Parlamento italiano confermando la nostra ferma posizione a favore dell’estradizione", come ha dichiarato lo stesso Porta.
Non possiamo sapere come andrà a finire questa storia. Come italiani all'estero, però, stiamo dalla parte del nostro Paese, l'Italia: che poi vuol dire, in questo caso, stare dalla parte della giustizia. E Battisti è un delinquente assassino che deve stare dietro le sbarre in un carcere italiano. I parenti delle vittime di Battisti vogliono questo, lo stesso che vogliamo anche noi.
Eugenio Sangregorio* - ItaliachiamaItalia
*Coordinatore PdL Argentina
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