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Home / Brasile / Caso Battisti, il Brasile decide di non decidere - di Laura Neri
Thu, 10 Sep 2009 14:07:00

Caso Battisti, il Brasile decide di non decidere - di Laura Neri


Cesare Battisti


Cesare Battisti resta in Brasile. Il paese latino americano ha scelto di rimandare la decisione sull'estradizione dell'ex terrorista condannato in Italia in contumacia all'ergastolo per quattro omicidi. Intanto, in Italia ci sono le prime reazioni politiche.

di Laura Neri





Battisti? Il Brasile non potrà che estradarlo. Ne è convinto Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore nazionale Pdl.

A "La telefonata” di Maurizio Belpietro (Canale5), al giornalista che gli ricordava che aveva detto che si sarebbe addirittura incatenato se il Brasile non avesse concesso l’estradizione d Battisti, il ministro ha dichiarato: "Io ho detto che in una precedente occasione a Parigi un gruppo di parlamentari, c’era anche mio fratello Romano - allora era parlamentare europeo -, ci incatenammo a Parigi quando lo stesso personaggio fu in qualche modo coperto dalla Francia; ma adesso abbiamo volutamente abbassato i toni perché siamo assolutamente convinti che un Paese importante come il Brasile, amico come il Brasile, non potrà neanche immaginare di negare che l’Italia sia un Paese democratico, che la nostra magistratura sia una magistratura che rispetta regole da Stato di diritto; non potrà che estradare Battisti, di questo siamo convinti, ma aspettiamo l’esito”.

Aspettiamo l'esito finale della storia, infatti. Che era atteso in queste ore, ma che adesso è slittato. Dopo undici ore di dibattimento, infatti, il Supremo tribunale federale (Stf) del Brasile non è riuscito ad adottare una decisione sull'estradizione di Cesare Battisti, come richiesto dal giudice Cezar Peluso. L'ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac), condannato in Italia in contumacia all'ergastolo per quattro omicidi, resta in carcere. Quattro dei nove giudici della corte hanno votato a favore dell'estradizione.

Uno dei due giudici che dovevano ancora votare ha chiesto di sospendere l'esame della richiesta italiana per almeno dieci giorni per avere altro tempo di riflessione, ma ha lasciato intendere che era contrario all'estradizione. Al contrario, il presidente della Corte, Gilmar Mendes, che dispone di una voce preponderante, dovrebbe votare per l'estradizione.

Intanto, in Italia ci sono le prime reazioni politiche. Francesco Storace, leader de La Destra, descrive come un "atto di infamia" la decisione del Brasile di non decidere: "Il rinvio della decisione sull'estradizione del terrorista Battisti è un atto di infamia a cui l'Italia deve reagire con durezza. È inaccettabile che per il sangue versato, un delinquente politico non debba pagare con la galera le sue colpe".

Prende posizione anche il "Movimento per l'Italia con Daniela Santanchè": il Brasile rispetti la giustizia italiana. Paola Marraro, capo della segreteria politica regionale del Movimento, in una nota congiunta con Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale MPI, scrive: "Non è ammissibile da parte del Brasile una simile ingerenza con il nostro sistema giudiziario per il quale Battisti, imputato di 4 omicidi, è stato condannato definitivamente all'ergastolo. Il tribunale brasiliano - conclude la nota - permetta finalmente l'estradizione di un pericoloso assassino senza porre ulteriori condizioni, affinché la giustizia possa finalmente fare il suo corso".

Anche il deputato dell'Unione di Centro Luca Volonté dice la sua, invitando addirittura il governo italiano a sospendere le relazioni diplomatiche con il paese latino americano: "Il Brasile si macchia ancora di un atto vile e codardo", afferma. "Per l'ennesima volta - continua Volonté - beffa la giustizia, umilia la storia del popolo italiano, il ricordo delle vittime, il dolore delle loro famiglie e le richieste del Governo rese a nome di tutte le forze politiche. Invitiamo con decisione l'Esecutivo a sospendere le relazioni diplomatiche con Brasilia". Si dovrebbe davvero arrivare a tanto? Forse sì.


Laura Neri - Italia chiama Italia


















































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