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Fri, 18 Sep 2009 19:38:00

Stampa brasiliana: il nuovo giudice non voterà sul caso Battisti


Cesare Battisti


Dovesse confermarsi il pari, e solo in questo caso, la parola definitiva spetterebbe al presidente del Tribunale Gilmar Mendes





Il nuovo giudice del Supremo tribunal federal brasiliano (Stf), José Antonio Dias Toffoli non parteciperà al voto sulla richiesta di estradizione per Cesare Battisti. Lo scrive la testata O Estado de Sao Paulo ricostruendo le mosse del magistrato indicato dal presidente Inacio Luis Lula da Silva a ricoprire un seggio vacante nell’alta corte brasiliana. Toffoli avrebbe trasmesso in via informale la decisione ai membri del Senato. La camera alta brasiliana - prima in commissione Giustizia, quindi in sede plenaria - dovrà infatti ratificare la nomina di Lula, e la promessa di "non ingerenza” sul caso Battisti potrebbe rendere più agevole la conferma dell’incarico: media e opinione pubblica si erano infatti interrogati sul collegamento possibile tra il nome di Toffoli e la causa riguardante Battisti. La “benedizione” fatta dal ministro della Giustizia Tarso Genro - “sarà un ottimo magistrato nonostante la giovane età” - era stata letta come una conferma che nel Supremo sarebbe entrato un nuovo nome favorevole alla causa di Battisti. Il voto del nuovo magistrato potrebbe sbloccare il sostanziale “pareggio” tra sostenitori e contrari all’estradizione creatosi nell’alta corte lo scorso 9 settembre (quattro magistrati votarono a favore e tre contro, ma uno richiese un rinvio del verdetto per approfondire la questione).

Dovesse confermarsi il pari, e solo in questo caso, la parola definitiva spetterebbe al presidente del Tribunale Gilmar Mendes. E sono in molti a ritenere, anche in virtù dei precedenti, che Mendes sia più propenso a riconoscere la bontà delle ragioni di Roma riconsegnando Battisti alla giustizia italiana. La testata paulista segnala inoltre che, come ulteriore elemento di “affidabilità”, la settimana scorsa il nuovo magistrato aveva rinunciato ad esercitare la difesa del governo sul caso Battisti. Compito che avrebbe dovuto esercitare nella sua funzione di avvocato generale dello Stato e che ha invece deciso di delegare a una collega, Fabiola Souza Araujo. Il Supremo tribunale infatti deve decidere non solo sulla richiesta di estradizione dell’ex terrorista, ma anche sulla legittimità della concessione dello status di rifugiato politico fatta dal ministro Genro a inizio gennaio.

Appena entrato in odore di nomina, osserva poi O Estado, il 41enne magistrato avrebbe cancellato ogni partecipazione pubblica e ogni contatto con la stampa. Toffoli avrebbe dunque intenzione di non avvalersi del potere, che il regolamento della corte riconosce, di poter esprimere un verdetto pur essendo subentrato a metà del processo. In questo senso si era espresso anche il presidente del Tribunale Mendes, secondo il quale “difficilmente” Toffoli avrebbe potuto votare data la “peculiarità” del caso e il poco tempo a disposizione per studiare le carte.

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