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Mon, 09 Nov 2009 19:58:00

Italia-Brasile, Urso: intesa per rilancio scambi Ue-Mercosur




Nelle stesse ore, da Roma parte la 26esima missione di sistema guidata dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola assieme alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia




 

Italia e Brasile attive nel rilancio del negoziato che porti alla realizzazione di una area di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur (lil mercato comune con Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela). È questo l’esito dell’incontro, oggi a Brasilia, tra il viceministro per il Commercio estero Adolfo Urso e il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, impegnati nel vertice di cooperazione economica italo-brasiliano. Rilancio, dunque, di un negoziato fermo da quattro anni, con un occhio al vertice Ue-Mercosur che si terrà a Madrid nel maggio del 2010, sotto la presidenza spagnola di turno dei Ventisette. E poiché l’Italia, ha ricordato Urso, è tra primi esportatori e importatori del “cono sud”, “il finanziamento da parte della Commissione di oltre 450 progetti per tre miliardi di euro, permetterebbe all’Italia di raddoppiare i propri flussi commerciali”, ottenendo anche l’accesso alle materie nei settori agricolo e industriale. In attesa del vertice madrileno, Urso e il suo omologo brasiliano hanno siglato un’intesa per la creazione di una commissione mista per eliminare gli ostacoli tariffari nel flusso commerciale nei due settori.

Nelle stesse ore, da Roma parte la 26esima missione di sistema guidata dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola assieme alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e al presidente dell’Istituto per il commercio estero Umberto Vattani. La partecipazione di oltre 200 imprese italiane, che nei prossimi giorni avranno occasione di incontrare le aziende brasiliane e cilene, prima a San Paolo e poi a Santiago del Cile, è stata salutata da Urso come l’occasione non solo per esportare “macchinari, griffe e pasta ma anche la cultura del vivere e il nostro modello industriale”. Il viceministro ha ricordato gli interessi comuni tra Italia e America Latina, resi più forti dalla presenza “di 30 milioni di persone di origine italiana. E a San Paolo una persona su tre conosce l'italiano. Questo conta anche quando si parla di insediamenti economici”.

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