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Home / Brasile / Brasile, Battisti scrive a Lula: Ho iniziato lo sciopero della fame - di Edoardo Pacelli
Sat, 14 Nov 2009 11:14:00

Brasile, Battisti scrive a Lula: Ho iniziato lo sciopero della fame - di Edoardo Pacelli


Cesare Battisti


"Ho sempre lottato per la vita (sic), ma se devo morire, sono pronto, ma mai per le mani dei miei carnefici"

di Edoardo Pacelli


 

Il povero Cesare Battisti, dopo l’ennesimo rinvio della decisione dei giudici brasiliani di giudicare la propria estradizione, visto il reale pericolo di essere veramente estradato in Italia, ha inviato una lettera al presidente Lula, preannunciandogli che si è messo a fare lo sciopero totale della fame.
 
Nella lettera si definisce “frutto degli anni 70, così come molti altri in Brasile, compresi molti compagni che oggi sono responsabili del destino del popolo brasiliano”, per continuare, in tono drammatico, affermando che consegna la sua vita “nelle mani di Vostra Eccellenza (Lula) e del Popolo Brasiliano”.
 
Il povero martire spiega che ha deciso di effettuare lo sciopero della fame per garantire il proprio diritto di essere considerato rifugiato politico in Brasile. Per poi continuare: “Spero di impedire, in tal modo, in un ultimo atto di disperazione, questa estradizione, che per me equivale ad una pena di morte”. Qui, poi, il dramma diventa farsa: “Ho sempre lottato per la vita (sic), ma se devo morire, sono pronto, ma mai per le mani dei miei carnefici. In questo paese, in Brasile, continuerò la mia lotta sino alla fine e, anche se stanco, non desisterò giammai di lottare per la verità (doppio sic) La verità è che alcuni insistono a non voler vedere, ed è il peggiore dei ciechi, colui che non vuole vedere”.

Questo delirio non è stato ben accolto dalla maggioranza dei lettori del giornale “O Globo” on line. Molti, infatti, hanno scritto che, se lo sciopero vienne effettuato davvero, consigliano il supremo tribunale di giustizia brasiliano di procrastinare sine die il suo verdetto; altri gli rinfacciano la faccia tosta di definirsi difensore della vita dopo aver assassinato quattro persone e reso paralitico un giovane innocente. Grazie al cielo, tolti quattro scalmanati solidali che si sono affrettati a dimostrare davanti alla sede del tribunale, la maggioranza della opinione pubblica brasiliana si mostra e si dichiara a favore dell’estradizione.

Se questa non avverrà sarà perché qualcuno appartenente alla coalizione che governa il Paese ha la coda di paglia per essersi macchiato, a suo tempo, degli stessi atroci delitti di cui si è macchiato Battisti. Tanto che qualche lettore ne fa i nomi, invitandoli ad accompagnare Battisti in Italia! (http://oglobo.globo.com/pais/mat/2009/11/13/battisti-anuncia-greve-de-fome-para-tentar-barrar-extradicao-para-italia-914752277.asp).


Edoardo Pacelli* - Italia chiama Italia

*da Rio de Janeiro, Brasile


 


















































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