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Tue, 08 Dec 2009 20:05:00

Italiani in Brasile, 'Oriundi': Sospetti di corruzione al Consolato di San Paolo




Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Vezio Nardini, editore di 'Oriundi', rivista italiana edita in Brasile, indirizzata al ministro degli Esteri Franco Frattini, e in copia all'Ambasciata italiana in Brasile, al sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, al ministro Carla Zuppetti, direttore Dgit al Mae, ai consiglieri Cgie, Comites, e alla stampa italiana nel mondo





S. Paolo, 8 dicembre 2009 - A San Paolo del Brasile continua la polemica a seguito della pubblicazione, da parte del mensile “Oriundi” nell'edizione di settembre 2009, circa i troppi sospetti che gravano sul consolato, o meglio, sull’operato di uno o alcuni funzionari del consolato addetti alle pratiche di cittadinanze. Secondo detti sospetti, si verificherebbero gravi irregolarità nella concessione di riconoscimento di cittadinanze, consistenti in “vendita di facilitazioni” a migliaia di richiedenti, disposti a pagare per evitare le lunghe attese che arrivano a diecine di anni.

A seguito dell'articolo suddetto, il Console Marsilli ha preteso la pubblicazione di una sua risposta, pubblicata integralmente nella edizione di Oriundi di ottobre 2009, nella quale nega enfaticamente l’esistenza di irregolarità di sorta, attribuendo alla "malafede dell’Editore", Vezio Nardini, ed alla sua "non professionalità" l’erronea interpretazione dei dati, secondo il Console a disposizione dell’editore stesso.

Tuttavia, molte sono le contraddizioni nelle quali il Console cade; i numeri non quadrano, fonti idonee (alcune fornite dallo stesso Consolato in passato) danno informazioni contrarie alle sue affermazioni attuali e i chiarimenti non hanno allontanato i sospetti iniziali.

Nell’edizione “Oriundi” di novembre, nell'articolo "È proprio così, Sig. Console? Ne è sicuro?" l’editore:

- ammette che l'esistenza di una lista di attesa semi nascosta con "Dante Causa" ignoti può giustificare l'esistenza di tanti "buchi" nella lista di attesa antica, ma pone il dubbio sulla validità dell'accettazione di migliaia di richieste (che rappresentano un numero considerevole, giacché erano 39% su quelle valide), richieste di cittadinanza, queste, fatte da persone che ignorano (o ignoravano all'epoca) il nome ed il cognome del proprio nonno;

- contesta, punto per punto, i chiarimenti forniti dal Console, ribadendo l’esistenza di gravi indizi di condotte irregolari e possibili casi di corruzione, specificando nomi, cognomi e numeri di iscrizioni di persone che avrebbero avuto il riconoscimento della cittadinanza senza rispettare l'ordine cronologico, sorpassando decine di migliaia di altre richieste;

- contraddice il Console nella sua categorica affermazione che "le migliaia di cittadinanze concesse negli ultimi anni si riferivano appena al registro di nascita di figli, nati all'estero, di già cittadini". L'editore Nardini cita dati del 2006, 2007 e 2008, forniti dallo stesso Consolato all'Ambasciata ed al Ministero degli Affari Esteri, in completa opposizione alle adesso affermazioni del Console;

- aggiunge l'editore Nardini, nel contrastare le affermazioni del Console, la citazione di nomi e cognomi di diverse persone che avrebbero ricevuto la cittadinanza senza mai essere stati in lista di attesa, e senza essere "figli di cittadini" secondo i criteri stabiliti dal Consolato stesso. Cita solo alcuni esempi, tutti col cognome iniziato dalla lettera A, da una relazione di migliaia che si propone di mettere a disposizione della Procura per accertamenti di possibili irregolarità;

- ribadisce l’editore Nardini che l’intenzione di queste pubblicazioni, coi sospetti esasperati dall'assenza di qualsiasi risposta alle domande fatte in proposito al Consolato, non è mai stata quella di denigrare l’operato del consolato e, molto meno, quello del Console stesso, ma quella di verificare i casi sospetti e, eventualmente, sanare definitivamente la situazione, lesiva dei diritti di molti cittadini italiani e oriundi qui residenti, nonché dell’immagine del consolato e dell’Italia stessa.

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