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Home / Brasile / Brasile, in manette il portiere assassino: "Ha ucciso l’amante"
Thu, 08 Jul 2010 10:10:00

Brasile, in manette il portiere assassino: "Ha ucciso l’amante"




Bruno Fernandes de Souza si è costituito dopo che un giudice ne aveva chiesto l'arresto preventivo.





È a una svolta il giallo che nelle ultime settimane ha tenuto l'intero Brasile con il fiato sospeso. Bruno Fernandes, stella nascente del calcio mondiale, portiere e capitano della squadra carioca Flamengo ma con reali possibilità di essere chiamato da grandi squadre in Italia e in Portogallo, si è consegnato alla polizia di Rio de Janeiro dopo una latitanza di alcune ore. Il giocatore, 25 anni, sposato e padre di due figli, è accusato di aver ucciso e occultato il cadavere della sua amante Eliza Samudio, con cui quattro mesi fa aveva avuto un bambino. La ragazza, stessa età di Bruno, originaria del Paranà, aveva un unico sogno: diventare modella e guadagnare al più presto fama, soldi e successo. I due si erano conosciuti, per ammissione dello stesso calciatore, «durante un'orgia».

Numero uno del Flamengo Il «goleiro del Flamengo» adesso dovrà rispondere alla giustizia brasiliana che aveva già decretato per lui l'arresto preventivo. Oltre a Bruno, si è consegnato alla polizia un suo carissimo amico, Luiz Henrique Ferreira Romão, detto «o Macarrão», anche lui coinvolto pesantemente, secondo gli inquirenti. Era invece già finita in carcere insieme ad altre tre persone, tutte amiche di Bruno, Dayanne Souza, la moglie del giocatore, da cui il capitano del Flamengo non si era mai separato neanche durante la relazione con Eliza. Quando Eliza sparì, il 4 giugno scorso, fu proprio Dayanne a prendere il bambino della sua rivale e a lasciarlo da amici non lontano dalla casa di campagna del giocatore dove sarebbe avvenuto l'omicidio. Eliza da tempo aveva denunciato, anche alla stampa locale, le violenze di Bruno, che aveva rifiutato la sua gravidanza e successivamente il riconoscimento della paternità. La donna aveva anche avvisato alcune sue amiche che, se le fosse successo qualcosa, «sapevano chi doveva essere incriminato». La vicenda assume adesso contorni davvero macabri, dopo la testimonianza chiave di un cugino di Bruno, che ha ammesso di aver assistito all'omicidio. Portato dagli inquirenti sul posto, il ragazzo, che ha 17 anni e di cui è stata solo fornita l'iniziale J., ha raccontato in dettaglio l'accaduto ma la polizia mantiene il suo riserbo perché nel racconto ci sarebbero molte incongruenze.

Dettagli inquietanti Secondo la versione del cugino, arrestato dalla polizia nella casa carioca di Bruno per concorso in sequestro, l'omicidio di Eliza sarebbe stato organizzato da tempo. L'amico di Bruno, «o Macarrão», avrebbe convinto la donna a seguirlo nella casa di campagna del giocatore. In auto, nascosto e armato, c'era il cugino che, quando è stato scoperto da Eliza, l'avrebbe colpita alla testa facendole perdere i sensi. Dell'omicidio il ragazzo non ha parlato ma ha raccontato i dettagli inquietanti relativi all'occultamento del cadavere. Il corpo di Eliza sarebbe stato ceduto a un narcotrafficante della zona, conosciuto come «Cleisson», per essere sottoposto al rituale tipico del narcotraffico: il disossamento. La carne poi data in pasto ai cani e le ossa sepolte sotto un lastrone di metallo. 


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